Alberto Cottica
Saperi-competenze
Valutazione contesto esistente
1. Quali sono in generale i 3 punti di debolezza attuali del distretto ceramico e quali i 3 punti di forza?
Ho letto alcuni dei materiali proposti e le idee proposte (due in tutto). Mi sembra che il problema principale sia che i protagonisti del distretto non sono in grado di formulare proposte praticamente di nessun tipo. Questo non accade, evidentemente, perché i sassolesi e fioranesi siano meno intelligenti di altri, ma semplicemente perché hanno altro da fare, sono assorbiti da un day-by-day che in fondo resta di grande benessere. Messi alle strette esprimono poco più che proposte generiche, se non luoghi comuni (“bisogna investire in innovazione” e roba così). Non mi pare di vedere visioni di insieme.
Scenari futuri
2. Come pensi sarà il futuro economico e sociale di medio e lungo termine nel distretto ceramico?
Io non penso niente. Voi, d’altra parte, almeno a leggere i documenti, vi aspettate un lento declino; un lungo autunno, dorato per la classe imprenditoriale, forse un po’ meno per altri. A molti imprenditori può stare bene così: se smetti di investire e mieti nel breve periodo guadagni anche meglio, e puoi fare cose interessanti come farti costruire una villa a picco sul mare da un grande architetto o iniziare a produrre vino pregiato. E nel lungo periodo siamo tutti morti, come diceva Keynes.
Soluzioni-proposte
3. Quali sono le 3 soluzioni-idee nuove che hai per il rilancio del distretto a breve-medio-lungo termine, e perché? (per ogni soluzione proposta indica un titolo)
Se gli abitanti del distretto sono troppo occupati per cercare soluzioni visionarie, potrebbero appaltare questa ricerca a chi ha voglia di portarla avanti. Dal mio punto di osservazione al ministero dello Sviluppo economico e al Consiglio d’Europa vedo straordinari innovatori, che stanno sviluppando soluzioni convincenti e low cost a una gamma di problemi che va dalla mobilità (ridesharing) alla finanza (community lending) passando per le politiche pubbliche. Fate un bel concorso di idee, tipo “cento nuove idee che ribalteranno il distretto” e apritelo a TUTTO IL MONDO; questo porterà dentro un po’ di aria fresca, un po’ di pensiero nuovo, e hai visto mai che qualcosa di buono si possa fare. Potreste perfino fare un po’ di attrazione di talenti: magari un gruppo di indiani vi mette in piedi un’iniziativa che migliora l’efficacia formativa della scuola; magari un imprenditore canadese ha un’idea efficace per interfacciare le imprese locali con quelle globali in vista di joint venture. Se non avete idee che vi convincono potete comprarle!
4. Cosa salvare dell’esistente e delle iniziative in corso?
Tutto. Stiamo solo parlando di mettersi in una disposizione di ascolto verso un mondo che è molto più grande e vario di quanto non si veda da Sassuolo.
Responsabilità e condizioni
5. Quali condizioni e strumenti sono necessari per realizzare le tue proposte?
Niente di che, è una cosa semplice e non impegnativa. Un po’ di soldi, un po’ di attenzione.
6. Quali ruoli e apporti di altri attori e del tuo settore?
Nessuno, questo è il bello. Se un’idea è convincente, per definizione si vende da sola. Se non arriva niente di convincente si attribuiscono i premi del concorso e arrivederci.
(proposta inviata il 29-8-2010)
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