Aldo Azzali
Green Economy
Valutazione contesto esistente
1. Quali sono in generale i 3 punti di debolezza attuali del distretto ceramico e quali i 3 punti di forza?
punti di debolezza rispetto alla green economy:
- approccio ancora riduttivo focalizzato sulle energie alternative;
- scarsa internalizzazione dei reali costi /esternalità negative (ambientali e sociali) come fattore di vincolo all’innovazione imprenditoriale e alla qualità del territorio.
- scarso utilizzo dei nuovi strumenti di management green disponibili nelle imprese e negli enti pubblici.
- scarsa valorizzazione delle buone pratiche di green economy già esistenti nel distretto.
Punti di forza in ottica green economy:
- potenzialità tecnologiche e imprenditoriali.
- prodotti ceramici e di filiera/indoto con profilo di sostenibilità rispetto ad altri prodotti concorrenti per l’edilizia/architettura.
- utilizzo in varie imprese di nuovi strumenti gestionali green.
Scenari futuri
2. Come pensi sarà il futuro economico e sociale di medio e lungo termine nel distretto ceramico?
Scenari rispetto alla Green Economy nel distretto:
- Scenario “ottimista”: caratterizzare il distretto ceramico come “Distretto del Green Building”, con la filiera caratterizzata dalla produzione di prodotti sostenibili “Green business” con processi produttivi “Green production”, con nuove competenze e nuove opportunità di diversificazione commerciale.
- Scenario intermedio: Mix di attività incrementali in ottica Green Economy con modelli di business in ottica tradizionale “business as usual”.
- Scenario di rischio: nicchie di imprese con qualche prodotto green; preponderanza sistema imprese filiera tradizionali con visione fattore green marginale e di ostacolo, con scarse opportunità di innovazione e rilancio.
Soluzioni-proposte
3. Quali sono le 3 soluzioni-idee nuove che hai per il rilancio del distretto a breve-medio-lungo termine, e perché? (per ogni soluzione proposta indica un titolo)
Soluzioni:
- Promuovere la filiera-Network Green Building del distretto sul binomio Design/Sostenibilità-Green, attraverso un mix di nuovi canali promozionali, certificazioni mirate di prodotti e processi, innovazione di prodotti green, rendicontazione del valore aggiunto green rispetto ai competitor stranieri, ottimizzazione di alcune fasi dei processi produttivi in termini energetici e di nuovi materiali.
- Vetrina permanente delle Buone Pratiche di Green Economy del distretto ceramico a livello di imprese e di altri attori economici e sociali (Fiere, eventi culturali, workshop, mostre) come fattore di marketing territoriale.
- Promuovere progetti pilota per la filiera del Green Building (edifici con pareti verticiali con criteri green, nuove funzioni piastrelle tecniche per arredi urbani e interni; coinvolgimento architetti-progettisti-green/eco designer, produttori di collanti, produttori di piastrelle, impiantisti con tecnogologie green;
- Introduzione del Green Procurement nelle imprese e negli enti locali (procedure premianti per acquisti con fornitori/prodotti green - Green Supply Chain)
- Logistica Green con mezzi meno impattanti e intermodali in funzione delle distanze, dentro e fuori dal distretto., promozione con criteri di Green Marketing.
- Premio Green Economy per le migliori pratiche d’impresa e pubbliche del distretto, come elementi di competitività;
- Corsi di aggiornamento professionale per competenze professionali green (energy manager, eco-designer, green marketing, auditor ambientali);
- Premialità fiscali/facilitazioni per impegni tangibili di green economy.
- Sistema di cottura meno energivori, recupero cascami energetici, micro co-generazione diffusa, per ridurre i costi energetici/migliorare la competitività dei prodotti.
- Green Washing (quello estetico, non la pubblicità ingannevole): dipingere brutture capannoni anonimi e faticenti con colore green, insieme a piantumazioni nelle zone artigianali-industriali, con funzioni di microclima locale.
4. Cosa salvare dell’esistente e delle iniziative in corso?
Cosa salvare:
Esperienze di green economy “inconscia” in varie imprese (prodotti eco-certificati, processi e tecnologie eco-efficienti, iniziative di Responsabilità Sociale d’Impresa);
Progetti specifici volontari di enti pubblici oltre gli obblighi normativi;
Responsabilità e condizioni
5. Quali condizioni e strumenti sono necessari per realizzare le tue proposte?
- Aggiornamento tecnico su nuovi strumenti gestionali d’impresa e pubblici;
- Apertura al nuovo;
- Coordinamento e coerenza delle politiche territoriali pubbliche tra “comando e controllo” e strumenti volontari.
- Fattore green non come “aggiunta” all’ordinario concepito 40 anni fa, ma come “valore aggiunto” delle imprese del distretto per rimanere competitivi e innovativi su un territorio critico.
6. Quali ruoli e apporti di altri attori e del tuo settore?
Condizioni:
- Imprese ed enti pubblici : cogliere le convenienze del green rispetto ai costi “reali” sul sistema distretto nel non integrare le esternalità ambientali e sociali nelle strategie commerciali e territoriali.
- Società civile: responsabilità individuali con pratiche green quotidiane (es. acquisti, consumi, spostamenti, stili di vita orientati al benessere più che all’avere).
- Contesto: meccanismi premianti (semplificazioni, incentivi fiscali, riduzioni aliquote fiscalità locale-regionale, accordi volontari, partnership, premialità intangibili, convenzioni, cultura dell’efficienza trasversale)
(proposta inviata il 3-9-2010)
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